Festival delle Storie
Il Festival delle Storie nasce nel 2009 dall’iniziativa del club “Antrasarta” e, all’inizio, è solo un’improvvisazione. E’ l’idea di un piccolo circolo culturale con un nome evocativo, un termine dialettale comune, in varie sfumature, a gran parte del Sud. Antrasarta significa “all’improvviso”.Antrasarta è il mutamento, qualcosa che ti sorprende, che non ti aspetti.
E’ l’incanto, l’epifania, la rivelazione di cui parlava Joyce.
E’ l’improvvisazione che però nasce dal ventre di una terra e dalla sua cultura, ormai da tempo trascurata. Per credere in Antrasarta bisogna rischiare, ma sempre con la coscienza di avere radici. L’obiettivo di questo progetto, che nel 2011 ha dato vita all’Associazione Culturale “Il Festival delle Storie”, è far diventare la Valle di Comino il crocevia di storie, incontri, libri, scrittori, personaggi, viandanti, filosofi, astrofisici, fumettisti e fumettari, cantastorie e parolieri, dissidenti e burattinai impegnati insieme a ricordare, riflettere e immaginare un futuro possibile.
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Festival delle Storie 2022 – Isola del Liri

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Festival delle Storie
Ore 18.00: L’invenzione della maglia numero 3. Storia di Giacinto Facchetti
Massimo Arcidiacono: Il terzino cannoniere (Zolfo Editore)
Giacinto Facchetti ha inventato un ruolo, il terzino sinistro che avanza e va in gol. È stato capitano e bandiera dell’Inter e della Nazionale italiana, emblema positivo del calcio di un’epoca.
Campione d’Europa a Roma ‘68, vicecampione del mondo a Messico ‘70, col soprannome di Cipe ha giocato 94 partite in maglia azzurra – 70 da capitano – e 728 match ufficiali in nerazzurro, vincendo quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Qui si racconta però il suo lato umano, le sue amicizie con scrittori e intellettuali, l’essere stato il simbolo di un calcio di cui molti hanno ancora nostalgia.
Ore 19.00: L’avamposto dei sogni: storie di palle rotonde e ovali
Massimo Calandri: Non puoi fidarti di gente così (Mondadori)
Ettore Zanca: L’oceano oltre la rete (Arkadia)
Una squadra improbabile e inesperta che parte per affrontare le stelle di un cielo buio e razzista. Un uomo che, dopo avere vinto tanto e ovunque, torna a casa per affrontare sé stesso e giocarsi la salvezza. Storie di palle attorno alle quali girano il mondo e la vita. Quella ovale degli Azzurri del rugby che nel ‘73 sfidano il Sudafrica dell’Apartheid pretendendo di giocare contro tutti, bianchi e neri. E quella rotonda di David Rojo, il campione che fa il giro del mondo e si ferma su un dischetto, a undici metri dalla porta di casa.
Ore 21.00: La leggenda del Mundial: i ragazzi eterni di Bearzot
Piero Trellini
Nel pomeriggio più caldo del secolo si incrociano i destini di un arbitro scampato all’Olocausto, un centravanti in attesa di rinascita, un capitano che ha fatto la rivoluzione, un fotoreporter con un dolore al petto, un portiere considerato bollito, un centrocampista con le scarpe dipinte, un commissario tecnico con la pipa e un inviato alla sua ultima estate. Si trovano tutti ai Mondiali di Spagna nel momento in cui l’Italia incontra il Brasile, l’ultima partita prima della semifinale.
Ore 22.00: La libertà di essere: storia di un’artista senza confini
Maria Rosaria Omaggio: Il linguaggio di cristalli, gemme e metalli (Edizioni Mediterranee)
Oscar Bonelli
Attrice splendida e versatile, Maria Rosaria Omaggio è una donna dalle mille passioni, tanto che nella sua vita ha sempre amato andare oltre i confini e gli schemi: cinema, teatro, televisione, romanzi e una grande curiosità che la porta a studiare civiltà lontane e ricche di sfumature. Questa sera si racconterà, senza finzioni, ma svelando passioni, interessi, sogni e tutti i grandi incontri di una carriera senza frontiere. Il punto di partenza è il suo ultimo libro “Il linguaggio di cristalli, gemme e metalli.” È una ricerca antropologica sul valore terapeutico del regno minerale. Ad accompagnarla in questo viaggio Oscar Bonelli, polistrumentista da sempre alla ricerca della musica ancestrale. Alla fine una sorpresa
e un regalo per chi crede ancora nella terra dei sogni.
Ore 23.00: L’avventura del tango
Claudia Del Greco
Andrea Angione
David Duszynski
Orchestra Flirtango
Il tango è una storia d’amore tra anime smarrite in cerca di un approdo. È un uomo che ha lasciato la propria terra e una donna che sogna qualcuno che la possa capire. È una musica malinconica nata dagli immigranti costretti a lasciare le proprie case, nasce dall’incontro della cultura popolare europea con quella locale caratterizzata da un’etnia di origine africana con i suoi ritmi musicali. Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni ‘20 del Novecento sono circa 2 milioni i soli italiani che migrarono verso l’Argentina, dove trovarono una cultura già affermata nella quale si integrarono, ma dalla quale furono anche relegati assieme agli altri emigranti, agli schiavi neri liberati e ai gauchos delle Pampas trasferiti in città anche loro in cerca di fortuna. Ognuno portava con sé le poche cose che aveva, tra cui le proprie tradizioni, i propri canti e i propri balli, mischiati alla disperazione e alla malinconia. Insieme si trovarono nei conventillos (grandi case con cortili) inseriti negli Orilla, i quartieri creati per gli immigrati.
Festival delle Storie 2022 – Campoli Appennino

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Festival delle Storie
Ore 17.00: Sla, senza lasciare ancore
Cleopatra Iafrate
Quest’opera, ispirata a una storia vera, vuole raffigurare il vissuto emotivo, la qualità di un legame terapeutico, la rappresentazione della malattia e del dolore, a
denuncia dell’onestà delle persone, dell’amicizia, della sintonizzazione che può nascere in tempo di Covid tramite uno schermo; è la rappresentazione del coraggio ed è un inno alla vita, anche quando questa è violata, strappata, usurpata. “Senza lasciare ancore” vuole portare il tema del dolore, della malattia e dell’eutanasia, a un pubblico, che probabilmente è ignaro di tutto questo. Il fine vita visto un po’ più da vicino, soprattutto quest’opera vuole essere una voce, una denuncia sul fatto che l’eutanasia non dovrebbe in nessuna misura essere paragonata a una scelta.
Ore 18.00: Come salvare la madre terra
Matteo Nardi
10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato (Città Nuova) Quali accorgimenti dovremmo adottare per avere una casa e un ufficio a minimo impatto ambientale? Come si può mangiare in modo sano, gustoso e sostenibile? E ancora, come si può essere un genitore “green”, in grado di operare scelte alternative a pannolini monouso e omogeneizzati? Il prossimo decennio sarà cruciale per il nostro pianeta. Siamo di fronte a una sfida di sostenibilità che richiede un impegno da parte di tutti noi. A partire dalle nostre scelte quotidiane: la mobilità, il riciclo dei rifiuti, i consumi di energia, l’alimentazione, lo svago e lo sport. In ogni momento della nostra giornata contribuire a salvare l’ambiente.
Ore 19.00: Storie di ordinaria discrasia
Enrico Macioci: Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (Terrarossa)
Giuseppe Lupo: Breve storia del mio silenzio (Marsilio)
Storie di bambini che perdono e ritrovano le parole, storie personali che si incrociano con la grande storia, il peso e le illusioni del talento, la necessità di fare i conti con le proprie paure.
Enrico Macioci e Giuseppe Lupo sanno raccontare come pochi altri l’innocenza perduta e qui si svelano, si interrogano, dialogano girando intorno ai misteri dell’Italia, dalla metamorfosi petrolifera della Basilicata alla tragedia di Vermicino.
Ore 21.00: Scacco al giallo
François Morlupi: Nel nero degli abissi: un’indagine per i Cinque di Monteverde (Salani)
Ivano Porpora: Un re non muore (Utet)
In una delle definizioni più celebri riferite agli scacchi, il campione del mondo Garri Kasparov definì il gioco delle sessantaquattro case “lo sport più violento che esista”, mirato alla distruzione mentale dell’avversario. Non è insomma un semplice passatempo. Per Ivano Porpora è un filtro attraverso cui leggere la realtà. Chissà se per i cinque di Monteverde, nati dalla fantasia di François Morlupi, la psicologia che si cela dietro gli scacchi è la stessa di cui avranno bisogno per risolvere il loro nuovo caso. Di certo il commissario Ansaldi e i suoi agenti si ritroveranno ad affrontare le oscurità in cui l’animo umano rischia costantemente di precipitare.
Ore 22.00: La musica del sognatore controcorrente
Peppe Millanta: Vinpeel degli orizzonti (Neo)
Uno spettacolo d’arte varia di Peppe Millanta. Un pugno di case attorno a una locanda. Una comunità sospesa nel tempo.
Una strada da dove non arriva più nessuno e nessuno ricorda più dove porti. Questo è il paese di Dinterbild, il luogo dove si rifugia chiunque abbia paura, lontano dal mondo e da ciò che può fargli male. Tra di loro c’è Vinpeel, l’unico ragazzino di questa bizzarra comunità, che una notte, scrutando l’orizzonte, si convince che al di là di questo mondo esitante ci sia qualcos’altro.
Festival delle Storie 2022 – San Donato Val di Comino

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Festival delle Storie
Ore 18.00: La rivoluzione al femminile
Angelica Grivèl Serra: L’estate della mia rivoluzione (Mondadori)
Carola Carulli: Tutto il bene, tutto il male (Salani)
Come stanno cambiando le donne, di ogni età, nel rapporto con sé stesse e con gli altri? Qui si racconta tutto il bene e tutto il male che ci possono dare e fare le famiglie, soprattutto quelle che non ci scegliamo ma che ci capitano e che possiamo poi capire e perdonare per non permettere a nessuno di toglierci la libertà di essere quello che vogliamo e vivere la vita. E poi si racconta l’estate rivoluzionaria di una ragazza che si guarda allo specchio e non si riconosce più. Il corpo adolescente che muta e viene ripudiato, la necessità di fare i conti con la metamorfosi e superarla.
Ore 19.00: Il futuro secondo Nathan Never
Bepi Vigna: La ballata di Hugo (Lo Scarabeo)
Marco Gisotti
Nathan Never, eroe a fumetti di un futuro non molto lontano, devastato dalle terribili catastrofi del 2024, fa un viaggio nel suo passato per cambiare il destino della Terra. Parte del genere umano si è trasferito su stazioni orbitanti in grado di produrre quanto serve anche alla Terra, e che per questo reclamano un’indipendenza che la Terra non vuole concedere. L’idea è costruire un nuovo futuro, un futuro migliore, dove l’umanità non ha disperso e rovinato tutto ciò che aveva. A raccontare tutto questo è il padre di Nathan Never e un professionista della green economy, autore e conduttore radiofonico.
Ore 21.00: Catturare l’attimo. Come l’arte racconta il tempo
Demetrio Paparoni: Arte e poststoria. Conversazioni sulla fine dell’estetica e altro (Neri Pozza)
Sul finire del XIX secolo gli artisti hanno sentito la necessità di rappresentare il passare del tempo. Questa tendenza ha progressivamente abbandonato l’idea della rappresentazione,
preferendovi espressioni formali e concettuali capaci di “presentare” o “registrare” il tempo con approcci ora poetici, ora scientifici. L’excursus di Demetrio Paparoni, critico e
saggista noto per le sue analisi sui fenomeni artistici contemporanei, muove dai “Covoni di Grano” di Monet e si spinge fino ai nostri giorni, passando per l’esperienza di artisti come Andy Warhol, Bidlo, On Kawara, Hiroshi Sugimoto, Félix Gonzáles-Torres, Cindy Sherman, Sherrie Levine e altri ancora.
Ore 22.00: Le storie di zio rock
Omar Pedrini: La locanda dello zio rock (Senza Vento)
Franco Dassisti
Lo storico leader e fondatore dei Timoria racconta, con Franco Dassisti, tutto quello che la musica gli ha regalato: incontri, canzoni,
occasioni e luoghi che hanno messo in discussione la sua vita, salvandola, tra rivoluzioni, precipizi e svolte. Dal padre che lo chiama Omar in omaggio a Sivori al tifo per il Brescia, di cui ha scritto l’inno, dalla provincia al confronto con le metropoli internazionali. Un viaggio scandito, con voce e chitarra, dalle sue canzoni.
Ore 23.00: Il gioco chiuso e il gioco infinito
Daniele Zambelli
Ci sono almeno due tipi di giochi. Uno potrebbe essere chiamato finito, l’altro infinito. Un gioco finito si gioca per vincerlo, un gioco infinito per continuare il gioco. È da qui che Daniele Zambelli, intellettuale creativo e fuori dagli schemi, parte per farci passeggiare nella vita come gioco, raccontando le ossessioni degli umani: potere, amori, denaro, rappresentazioni della realtà e dell’immaginario. Le riflessioni dell’uomo che ha disegnato una indimenticabile mostra su Ernesto Guevara e che ora sta immaginando il museo del Palio di Siena.
Festival delle Storie 2022 – Gallinaro

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Festival delle Storie
Ore 18.00: La mia Africa
Marino Fardelli: Sulla terra rossa (Gemma)
Un viaggio a Yaoundé, in Camerun, come difensore civico europeo e alfiere della democrazia. La scoperta di una terra meravigliosa e di un popolo legato alle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e il senso di comunità che coincide con la tribù. Marino Fardelli scopre così la sua Africa. Ad invitarlo è Patricia Tomaino Ndam Njoya, imprenditrice nel settore del caffè e scrittrice. Patricia Tomaino Ndam Njoya, di origini italiane, è la prima donna sindaco nella storia di Foumban.
Ore 19.00: La forza della mente e la strada che porta all’oro
Nicoletta Romanazzi: Entra in gioco con la testa. Come allenare i tuoi talenti e imparare dai tuoi limiti (Longanesi)
Nicoletta Romanazzi svela per la prima volta il suo metodo per liberare il potenziale esplosivo custodito dentro ciascuno di noi. Perché abbiamo tutti un’olimpiade a cui partecipare. Sai cosa vuoi davvero? Sai perché lo vuoi? Allora cosa ti impedisce di andartelo a prendere? È il «non-metodo» della mental coach più famosa d’Italia, il cui lavoro sta dietro alle
sensazionali vittorie italiane di Tokyo 2020. Di sé stessa dice di essere uno specchio che, posto di fronte all’altro, lo aiuta a vedersi davvero. In quello specchio si è guardato Marcell Jacobs e lo ha portato dritto agli ori olimpici.
Ore 21.00: Le signorine buonasera
Maria Giovanna Elmi
Michele Vanossi: Le Signorine Buonasera (Gribaudo)
Il racconto di un mito tutto italiano. I volti, i sorrisi, le parole di queste donne che per oltre 60 anni sono entrate in modo educato nelle nostre case. Un viaggio nel costume e nella società del Paese dal 1953 al 2018. Le signorine buonasera, che fino a pochi anni fa annunciavano i palinsesti prima sulla RAI e poi anche su Mediaset, ancora oggi sono le testimoni di un tempo in cui la TV aveva un volto più gentile, e sono ricordate con affetto da milioni di italiani.
Ore 22.00: La valle dei disobbedienti
Valeria Tron: L’equilibrio delle lucciole (Salani)
Valeria Tron pensa e canta in patouà, la lingua della sua valle, che arriva direttamente dall’occitano dei cantastorie provenzali. È una lingua legata alla vita, allamanualità, alla verità. È una lingua senza estremi, non sa dire “addio” e neppure “ti amo”, parla per immagini, è duttile, fotografica. Il suo romanzo ha lo stesso respiro delle sue canzoni e delle sue opere in legno. L’universo a misura d’uomo. Per riconciliarsi con il mondo, dopo una storia d’amore finita, Adelaide torna nel paese in cui è nata, un pugno di case in pietra tra le montagne aspre della Val Germanasca. È lì per rifugiarsi nel respiro lungo della sua infanzia, negli odori familiari di bosco e legna che arde, dipanare le matasse dei giorni e ricucirsi alla sua terra. Valeria racconta un ritorno alle origini che è una riscoperta di sé e dei motivi per cui vale la pena vivere.
Ore 23.00: “Furore”. La Grande Depressione nelle canzoni di Woody Guthrie
Gioachino Lanotte
Nel momento in cui l’Italia – come gran parte del pianeta – è scossa da gravi emergenze e da profonde incertezze per il futuro economico, Gioachino Lanotte affronta il tema della Grande Depressione e delle sapienti misure adottate da Roosevelt con il New Deal per traghettare il Paese verso una vera e propria resurrezione. Non è forse un messaggio confortante che ci arriva dalla storia passata per i tempi che abbiamo di fronte? Un percorso che utilizza le canzoni di Woody Guthrie, la letteratura di John Steinbeck e molti video originali dell’epoca.
Festival delle Storie 2022 – Casalvieri

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Festival delle Storie
Ore 17.00: Il viaggio oltre la solitudine
Luisa Parrelli: Nessuna solitudine è piccola (L’Erudita)
Un giovane italiano emigrato, una ragazza in cerca di risposte, un padre solo, un imprenditore tornato nel luogo della sua infanzia, un’amicizia interrotta e ritrovata, una nonna che si racconta alla nipote, sei istantanee in grado di mostrare un grande mondo emotivo racchiuso in una breve storia. Gli incontri casuali dei protagonisti con persone riemerse dal passato, conoscenti e perfetti sconosciuti, li aiuteranno a riappacificarsi con i propri ricordi. “Nessuna solitudine è piccola”, dice il poeta Ritsos, perché sono le solitudini più piccole quelle più vicine a tutti noi.
Ore 18.00: Il tram della politica
Fabio Salamida: L’Ultimo tram (Salani)
Pompeo Di Fazio
Aboliamo la Juventus, proposta per la rinascita dell’Italia (Guida Editori) Possono succedere cose strane, in una notte romana. Può succedere che un vecchio tram fuori servizio torni a circolare per un’ultima corsa fuori programma. E può succedere che quel vecchio tram raccolga alcuni curiosi personaggi. Dirigendo un coro di voci pirotecniche, Fabio Salamida racconta, senza vincoli con la cronaca, l’inverosimile tempo in cui viviamo, le nostre ossessioni – dalla politica al sesso, dal cibo ai social network – e, insieme, i desideri che nessuno di noi confesserebbe mai. E se fosse il calcio, e più precisamente l’abolizione della Juventus, la chiave per interpretare il presente e la crisi della rappresentanza politica?
Ore 19.00: Dimmi qualcosa sulla guerra
Massimiliano Di Pasquale: Ucraina terra di confine (il Sirente)
Massimiliano Di Pasquale ci accompagna in un viaggio che attraversa l’Ucraina dai Carpazi alla Crimea dove incontra gli ex dissidenti che hanno lottato per l’indipendenza dall’URSS,
scrittori dalla cui immaginazione sta nascendo la nuova letteratura nazionale, gente comune che gli parla dei progetti e delle aspettative per il futuro; ci conduce nei caffè asburgici di Leopoli, nei luoghi letterari di Gogol’ e Čhekhov e nelle miniere del Donbas; ci fa ammirare i monasteri ortodossi di Pochayiv e di Kiev, le facciate secessioniste di Chernivtsi, il gotico stalinista di Zaporizhzhya, le spiagge di Yalta e i villaggi Hutsul di Yaremche.
Ore 21.00: La metamorfosi di una donna
Rajae Bezzaz: L’araba felice. La vita svelata di una musulmana poco ortodossa (Cairo)
È nata a Tripoli da genitori nomadi, padre berbero di Khemisset e la madre di Khouribga, In Italia Rajae si è formata in teatro e recitazione. Per Striscia la notizia ragiona (e fa ragionare) su temi come integrazione, immigrazione e ruolo (o, più correttamente, ruoli) della donna. Questo libro è un intimo diario di viaggio e cronaca della metamorfosi di una donna da vittima ad artefice autonoma del proprio destino, a ogni latitudine e longitudine.
Ore 22.00: Alieni, viaggi spaziali e altre realtà
Emilio Cozzi
Quando lasci casa e superi i confini della galassia potresti fare i conti con intelligenze extra umane e il rischio è contaminarsi. Emilio Cozzi narra, partendo da un leggendario film del 1979 diretto da Ridley Scott, “Alien”, come la fantascienza ha visto il futuro e ha messo in chiaro tecnologie, scenari e criticità di tante missioni extra-atmosferiche in corso o in allestimento, a cominciare dai prossimi pellegrinaggi sulla Luna e su Marte. Un’odissea post moderna con la voce di uno straordinario narratore.
Festival delle Storie 2022 – Atina

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Festival delle Storie
Ore 18.00: Il posto della poesia
Giovanni Bracco: Urne (La Vita Felice)
Luisa Trimarchi: Le stanze vuote (Controluna)
Il sentimento del tempo, la necessità di fare i conti con la vita e con la morte, le figure ricorrenti della propria esistenza, la capacità di raccontare e raccontarsi senza finzioni. Il ritorno alla poesia è una necessità di questo tempo, che sembra aver smarrito la capacità di cercare nella scrittura e nel linguaggio qualcosa che va oltre il qui e adesso, per paura di confrontarsi con quello che non si sa o non si è. Le urne di Bracco e le stanze di Trimarchi sono il cammino di chi non ha timore di fare i conti con sé stesso.
Ore 19.00: I maestri delle parole
Massimo Roscia: Compiti per le vacanze per amanti dei libri (Sonzogno)
Mariano Sabatini: Ma che belle parole! Luciano Rispoli (Vallecchi)
Maestri, amanti, confidenti, compagni di viaggio, amici. I libri sono questo e tanto altro ancora. Ed è per questo che Massimo Roscia, autore arguto e pungente, ha pensato di giocare con i libri e sui libri, sfidando gli amanti – veri o presunti – della lettura. Ai bibliofili incalliti propone un quaderno che si ispira ai manuali scolastici per le vacanze, con cento esercizi tra indovinelli, anagrammi, testi cifrati, sciarade, cruciverba. Mariano Sabatini ci racconta una figura leggendaria della divulgazione culturale alta e popolare. È un viaggio tra le “belle parole” di Luciano Rispoli, padre della radio e della televisione moderna.
Ore 20.00: Quanto ci manca Pasolini
Davide Rondoni: Cos’è la natura? Chiedetelo ai poeti (Fazi)
Francesco Mattacchione: violoncello
Luigi Mattacchione: armonica
Pier Paolo Pasolini cento anni dopo. PPP è un uomo solo che non sa ancora tacere, perché il suo pensiero è ancora maledettamente presente in un’Italia che non riesce a fare non solo i conti con il suo passato ma non sa immaginare un futuro. Pasolini accusa ancora la nostra epoca di diventare il regno della “astrazione” e della “omologazione”. Le sue parole oggi risultano profetiche in anni di perdita di senso del reale (la realtà è il mio idolo, diceva) in favore di astrazioni, virtualità, e soprattutto nichilismo che riduce ogni frammento di realtà a frammento di discorso.
Ore 21.00: L’infanzia si copre di rughe
Sonia Bergamasco
Il quaderno (La nave di Teseo) Quelle raccolte ne “il quaderno” sono poesie scritte negli anni. Poesie perdute di cui Sonia Bergamasco non ricorda la sostanza della visione, ma solo una corrente di energia, un segno armonico in grado di rappresentare il mondo. Ciò che invece ricorda è la felicità che questa visione le aveva donato, tanto che ancora oggi pensa a quel quaderno come a un tesoro perduto. Le sue parole hanno una forza dirompente e non hanno bisogno di essere spiegate, ma semplicemente di essere seguite, perché nella poesia c’è bisogno di fiducia reciproca, quella di chi legge e quella di chi scrive.
Ore 22.00: Improvvisazioni
Filippo La Porta: percussioni
Paolo Tombolesi: piano
Nunzio Sciscione: contrabasso
Lucia Ianniello: tromba
Un personalissimo dizionario, scandito da alcuni lemmi fondamentali della modernità – Ambiguità, Fallimento, Invisibilità, Leggerezza, Malinconia e Universalità – suggerisce possibili analogie tra jazz e letteratura del Novecento. Attraverso le voci del dizionario – senza alcuna pretesa di completezza – Céline, Kerouac, Ellison, Savinio, Cortázar, Gadda, Pasolini si ritrovano a dialogare con Jelly Roll Morton, Armstrong, Ellington, Monk, Davis, Melba Liston, Coltrane.
Festival delle Storie 2022 – Villa Latina

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Festival delle Storie
Ore 18.00: La valle che porta a Parigi
Grazia Pulvirenti: Non dipingerai i miei occhi (Jouvence)
Marco Cosentino e Domenico Dodaro: Madame Vitti (Sellerio)
Claudia Magnapera: Di rose neanche l’ombra (L’Erudita)
Vittorio De Martino: I misteri della rue la Bruyère (La Lepre Edizioni)
Quattro romanzi che ti portano a Parigi e in qualche modo hanno a che fare, magari solo per un particolare, con la Valle di Comino. L’accademia d’arte, per sole donne,di Madame Vitti. La tragica storia d’amore tra Modigliani e Jeanne che sboccia nelle sale dell’accademia Colarossi, le avventure di Amelia, ragazza di Gallinaro, che si ritrova alla Voie de Roses e gli insondabili misteri della rue la Bruyère. Tutto questo con una sorpresa: vedere l’arte che prende vita davanti ai vostri sguardi con le artiste Ellen Wollf e Elisa Sally.
Ore 20.30: Fuori dal tempo
Ciro Auriemma: Il vento ci porterà (Piemme)
Barbara Bellomo: La casa del carrubo (Salani)
Si può vivere, amare, sperare, sognare anche nei tempi più bui. È quello che accade in questi due romanzi che si sviluppano negli anni del fascismo e della guerra, il primo in Sardegna e il secondo in Sicilia. “Il vento ci porterà” è un raccoglitore di tanti temi e riflessioni, che si mescolano con la vita di una donna impegnata a costruirsi un’identità e a combattere per potersi esprimere e agire senza costrizioni. Per poi scoprire che “la libertà o è di tutti o non è di nessuno”. “La casa del carrubo” è il racconto di due famiglie che impareranno a conoscersi e, nel dolore reciproco, a riconoscersi, senza sapere che un’ombra ancora più ampia, minacciosa e ineluttabile è in agguato.
Ore 21.30: Leggere l’uomo
Leonardo G. Luccone: Il figlio delle sorelle (Ponte alle Grazie)
Pablo Maurette: Il tempo è un fiume (Salani)
L’incontro tra due scrittori raffinati e sorprendenti. Leonardo G. Luccone ci racconta l’implosione della famiglia borghese e la frantumazione dei rapporti personali. Ricordi, situazioni e persone paiono sdoppiarsi, ripetersi, in un gioco di specchi deformanti; il vero e il falso sembrano confondersi. È un inseguirsi di voci che non si riconoscono. Romanzo, biografia, diario personale, epistolario, saggio. Pablo Maurette gioca con lo spazio e con il tempo del romanzo e sconfina nella metafisica e nella filosofia.
Ore 22.30: L’arte di sopravvivere e non dimenticare
Silvia Montemurro: L’orchestra rubata di Hitler (Salani)
Silvia Cossu: Il confine (Neo)
“Il Confine” è il racconto di una scrittrice che raccoglie memorie. Il suo compito è scrivere la vita di personaggi caduti nell’oblio, o quasi. Le certezze però si incrinano quando si ritrova a fare i conti con un famoso psichiatra, perché il confine tra ciò che è vero e ciò che è immaginario si fa sempre più sottile. Cosa è reale e cosa è sogno? Come si possono fare i conti con la memoria? È questa la domanda che Silvia Cossu lascia ai suoi lettori. Silvia Montemurro trasporta invece il lettore nella Berlino degli anni ‘30 per raccontare una vicenda poco trattata dalle pagine dei libri di storia, quella della Sonderstab Musik, l’unità segreta nazista specializzata nella razzia agli ebrei di strumenti musicali preziosi e spartiti.
Festival delle Storie 2022 – Alvito

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Festival delle Storie
Ore 11.00: Il conto dei passi
Vincenzo Brusca: Passopasso, Stradafacendo, piccola guida nello spirito di Alvito in forma di poesia
Questa non è una guida in senso stretto, bensì una scrittura che pesca fotogrammi dal profondo della coscienza. Bisogna perciò mettersi in marcia, ognuno con le proprie forze; camminare in lungo e in largo, in alto e in basso, dentro e fuori le mura, e soprattutto dentro sé stessi, per scoprire Alvito.
Ore 17.00: Mio marito ha un cuore generoso
Brunello Tirozzi
Davide Toffoli: «Il caso Turoldo». Liturgia e poesia di un uomo (Giuliano Ladolfi editore)
Biancamaria Frabotta: il donoprezioso della poesia. Un racconto a più voci per ricordare una grande donna, un’autrice poliedrica, un’artista della parola e una ispiratissima docente universitaria che ha accompagnato generazioni di allievi e che ci ha lasciato a inizio maggio, poche settimane prima che uscisse nelle librerie “Nessuno veda nessuno”. A parlare di lei, il marito Brunello Tirozzi (autore del libro “Fisica pour parler”) e un ex allievo, Davide Toffoli (autore de“Il caso Turoldo: liturgia e poesia di un uomo”). Con loro Salome Buttarazzi e Martina Silvestri.
Ore 18.00: La scintilla delle storie
Miriam D’Ambrosio: Folisca (Arkadia)
Stefano Redaelli: Ombra mai più (Neo)
Ci sono ingiustizie che non trovano requie, quelle contro i deboli e gli innocenti, i folli e gli indifesi, quelle che nessuno ha avuto la forza e il coraggio di sanare. Folisca è la storia di una sciantosa di neppure diciotto anni che è stata massacrata di botte da un poliziotto nell’estate del 1913. Il suo delitto è diventato una canzone popolare: “La povera Rosetta”. “Ombra mai più” è il viaggio senza bussola e misericordia di chi lascia quelli che un tempo si chiamavano manicomi.
Ore 19.00: Napoli: Fotoromanza
Anna Camerlingo
Carlo Rainone
Fotografare per catturare l’anima di Napoli. È quello che fa Anna Camerlingo quando si sposta dietro le quinte del cinema per raccontare l’anima incantata di una città che vive di immaginario. Carlo Rainone è il padre di un progetto sociale e culturale: “le foto con Dios”. A cavallo tra il 1984 e il 1991, a Napoli nasce una nuova categoria di fotografie: la “foto con Maradona”.
Ore 20.30: Un prete da marciapiede
Marco Onnembo: Il metro del dolore (Mondadori)
Fuma il sigaro. Beve whiskey. In confessionale, perdona (ecomprende) quasi ogni cosa. Prima di tutto, come uomo. Non condanna l’omosessualità. Frequenta i pub e
ai cattolici preferisce i protestanti. Don Carmine Pastore è un prete “strano”, “moderno”, “politicamente scorretto”. Un romanzo che ha scalato in fretta le classifiche di vendita ed è diventato un caso letterario.
Ore 21.30: Napoli visionaria
Enzo Decaro
Enzo Decaro è uno degli attori più popolari e amati dal pubblico italiano. Qui racconta semplicemente la sua storia, dai primi passi a Portici alla passione per il teatro. La vita di un attore
che crede nell’invisibile e che incarna l’anima visionaria di Napoli. Al principio di tutto questo c’è l’avventura con altri due amici, Massimo Troisi e Lello Arena, che rivoluzionano la comicità. Quel trio si chiamava La smorfia e ancora si parla di loro.
Ore 22.30: Era di maggio. Le origini della canzone napoletana
Maurizio Turriziani
Gianfranco Iervolino
Roberto De Simone ha raccontato come nella Villa appartenuta alla Principessa di Strongoli, a Posillipo, si allestissero ricevimenti prestigiosi con personalità importanti. Uno di questi incontri vide eccezionalmente insieme Giovanni Bottesini e Giuseppe Martucci impegnati nell’esecuzione di una famosa canzone di Salvatore di Giacomo musicata da Mario Costa,
“Era de maggio” (1885). È da qui che Gianfranco Iervolino, divenuto anche personaggio televisivo per le sue competenze di pizzaiolo, ma, soprattutto, grande chitarrista, e Maurizio Turriziani, virtuoso internazionale di contrabbasso, partono per raccontare le origini della canzone napoletana.
Festival delle Storie 2022 – Picinisco

Organizzatore
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Festival delle Storie
Ore 18.00: La signora d’Europa
Massimo Nava
Angela Merkel, la donna che ha cambiato la storia (Rizzoli) La vita pubblica di Angela Merkel è una delle più documentate al mondo, ma si sa molto poco della storia personale. Occorre scavare nei primi trent’anni vissuti nella Germania comunista e utilizzare quanto lei ha accettato di raccontare: l’educazione protestante, la giovinezza nella nube grigia della dittatura, la formazione scientifica, l’amore per la libertà. E ancora oggi il rispetto della sua privacy è assoluto, cementato dalla fedeltà di amici e collaboratori. Per questo la cancelliera appassiona i biografi, che per venire a capo dell’enigma della sua vita devono giocare diversi ruoli: un po’ cronisti e un po’ storici, un po’ psicologi e un po’ narratori.
Ore 19.00: Sante e profane
Ljubiza Mezzatesta: Sante ragazze. Dodici protagoniste extra-ordinarie (Lunaria)
Filippo Maria Battaglia: Nonostante tutte (Einaudi)
La santità è straordinaria e quotidiana e la vita di tutti i giorni, con le sue alterne fortune, non è priva di santità. Se Ljubiza Mezzatesta racconta storie di fede e martirio, Filippo Maria Battaglia disegna la biografia di Nina, ragazza che invecchia attraversando il secolo, raccogliendo i diari di 119 donne, quelli conservati negli archivi di Pieve Santo Stefano. È così che si arriva a narrare la storia di questa Italia bastarda e maledetta, ma allo stesso tempo in grado di sorprenderti, stupirti e rinascere ogni volta dalle proprie ceneri.
Ore 20.00: Storie ai confini della terra
Laura Silvia Battaglia: Lettere da Guantánamo (Castelvecchi)
Flavia Cappellini: Cronache da Gaza
Cuba e Palestina, posti distanti con una ferita in comune: l’amputazione di parte del loro territorio compiuta da potenze straniere, dove vite umane vengono contenute, ristrette e segregate. Guantanamo, la controversa prigione americana, si racconta tramite foto, interviste e documenti esclusivi dei suoi detenuti e dei loro avvocati. Gaza, la striscia di terra lunga solo 40km in cui Alaa al Dali fonda la prima squadra di paraciclismo del Medioriente composta da vittime di guerra, con l’obiettivo di raggiungere le Paralimpiadi di Parigi nel 2024. Una dichiarazione poderosa del desiderio umano di eccellere o di resistere, di vivere o conquistare la libertà, di aiutare gli altri a raggiungere il proprio sogno o ad affrancarsi da un limbo esistenziale perenne.
Ore 21.00: Sopravvivere alla malastagione
Matteo Bussola: Il rosmarino non capisce l’inverno (Einaudi)
Una donna sola che in tarda età scopre l’amore. Una figlia che lotta per riuscire a perdonare sua madre. Una ragazza che invece non vuole figli, perché non sopporterebbe il loro dolore. Una vedova che scrive al marito. Una sedicenne che si innamora della sua amica del cuore. Un’anziana che confida alla badante un terribile segreto. “A cosa pensa una donna quando, assordata dalle voci di tutti, capisce all’improvviso di aver soffocato la propria?”. In pochi come Matteo Bussola sanno raccontare, con tanta delicatezza e profondità, le contraddizioni dei rapporti umani.
Ore 22.00: Chi era mio nonno?
Michela Marzano: Stirpe e vergogna (Rizzoli)
“Stirpe e vergogna” è il racconto di una scoperta dolorosa. Michela Marzano, che si è sempre creduta dalla parte giusta della storia, scopre un giorno che suo nonno era fascista. Non uno dei tanti italiani obbedienti, ma uno squadrista della prima ora, tra gli artefici della marcia su Roma e magistrato incattivito dal regime. Dettata da un’urgenza privata e insieme civile, la ricerca di Michela Marzano sul nonno fascista si misura con i silenzi di un paese che non ha mai davvero fatto i conti con quella storia.
Ore 23.00: W la fuga
Marco Pastonesi: Con il cuore nel fango. L’epica del ciclismo nella storia del Cobra (Rizzoli)
Alessandro D’Alessandro: organetto, elettronica
Racconti di corse e corridori, ma anche canzoni (e i racconti di quelle canzoni) su corse e corridori. Per ricordare, per scoprire, per riderci su. Perché non c’è nulla di più pedalabile del ciclismo musicale e della musica ciclistica. Il ciclismo è l’unico sport dove la fuga è un atto di coraggio. Ma c’è fuga e fuga. E poi c’è la mezza fuga, la fughetta, la fugona, la bella fuga e la fuga della vita, la fuga pronti via e la fuga che va all’arrivo, la fuga bidone e la fuga d’altri tempi, perfino la fuga dalla parte sbagliata cioè dietro il gruppo, addirittura la fuga con la miss.

