
Festival delle Storie 2022 – Alvito
Ore 11.00: Il conto dei passi
Vincenzo Brusca: Passopasso, Stradafacendo, piccola guida nello spirito di Alvito in forma di poesia
Questa non è una guida in senso stretto, bensì una scrittura che pesca fotogrammi dal profondo della coscienza. Bisogna perciò mettersi in marcia, ognuno con le proprie forze; camminare in lungo e in largo, in alto e in basso, dentro e fuori le mura, e soprattutto dentro sé stessi, per scoprire Alvito.
Ore 17.00: Mio marito ha un cuore generoso
Brunello Tirozzi
Davide Toffoli: «Il caso Turoldo». Liturgia e poesia di un uomo (Giuliano Ladolfi editore)
Biancamaria Frabotta: il donoprezioso della poesia. Un racconto a più voci per ricordare una grande donna, un’autrice poliedrica, un’artista della parola e una ispiratissima docente universitaria che ha accompagnato generazioni di allievi e che ci ha lasciato a inizio maggio, poche settimane prima che uscisse nelle librerie “Nessuno veda nessuno”. A parlare di lei, il marito Brunello Tirozzi (autore del libro “Fisica pour parler”) e un ex allievo, Davide Toffoli (autore de“Il caso Turoldo: liturgia e poesia di un uomo”). Con loro Salome Buttarazzi e Martina Silvestri.
Ore 18.00: La scintilla delle storie
Miriam D’Ambrosio: Folisca (Arkadia)
Stefano Redaelli: Ombra mai più (Neo)
Ci sono ingiustizie che non trovano requie, quelle contro i deboli e gli innocenti, i folli e gli indifesi, quelle che nessuno ha avuto la forza e il coraggio di sanare. Folisca è la storia di una sciantosa di neppure diciotto anni che è stata massacrata di botte da un poliziotto nell’estate del 1913. Il suo delitto è diventato una canzone popolare: “La povera Rosetta”. “Ombra mai più” è il viaggio senza bussola e misericordia di chi lascia quelli che un tempo si chiamavano manicomi.
Ore 19.00: Napoli: Fotoromanza
Anna Camerlingo
Carlo Rainone
Fotografare per catturare l’anima di Napoli. È quello che fa Anna Camerlingo quando si sposta dietro le quinte del cinema per raccontare l’anima incantata di una città che vive di immaginario. Carlo Rainone è il padre di un progetto sociale e culturale: “le foto con Dios”. A cavallo tra il 1984 e il 1991, a Napoli nasce una nuova categoria di fotografie: la “foto con Maradona”.
Ore 20.30: Un prete da marciapiede
Marco Onnembo: Il metro del dolore (Mondadori)
Fuma il sigaro. Beve whiskey. In confessionale, perdona (ecomprende) quasi ogni cosa. Prima di tutto, come uomo. Non condanna l’omosessualità. Frequenta i pub e
ai cattolici preferisce i protestanti. Don Carmine Pastore è un prete “strano”, “moderno”, “politicamente scorretto”. Un romanzo che ha scalato in fretta le classifiche di vendita ed è diventato un caso letterario.
Ore 21.30: Napoli visionaria
Enzo Decaro
Enzo Decaro è uno degli attori più popolari e amati dal pubblico italiano. Qui racconta semplicemente la sua storia, dai primi passi a Portici alla passione per il teatro. La vita di un attore
che crede nell’invisibile e che incarna l’anima visionaria di Napoli. Al principio di tutto questo c’è l’avventura con altri due amici, Massimo Troisi e Lello Arena, che rivoluzionano la comicità. Quel trio si chiamava La smorfia e ancora si parla di loro.
Ore 22.30: Era di maggio. Le origini della canzone napoletana
Maurizio Turriziani
Gianfranco Iervolino
Roberto De Simone ha raccontato come nella Villa appartenuta alla Principessa di Strongoli, a Posillipo, si allestissero ricevimenti prestigiosi con personalità importanti. Uno di questi incontri vide eccezionalmente insieme Giovanni Bottesini e Giuseppe Martucci impegnati nell’esecuzione di una famosa canzone di Salvatore di Giacomo musicata da Mario Costa,
“Era de maggio” (1885). È da qui che Gianfranco Iervolino, divenuto anche personaggio televisivo per le sue competenze di pizzaiolo, ma, soprattutto, grande chitarrista, e Maurizio Turriziani, virtuoso internazionale di contrabbasso, partono per raccontare le origini della canzone napoletana.

