
Festival delle Storie 2022 – Campoli Appennino
Ore 17.00: Sla, senza lasciare ancore
Cleopatra Iafrate
Quest’opera, ispirata a una storia vera, vuole raffigurare il vissuto emotivo, la qualità di un legame terapeutico, la rappresentazione della malattia e del dolore, a
denuncia dell’onestà delle persone, dell’amicizia, della sintonizzazione che può nascere in tempo di Covid tramite uno schermo; è la rappresentazione del coraggio ed è un inno alla vita, anche quando questa è violata, strappata, usurpata. “Senza lasciare ancore” vuole portare il tema del dolore, della malattia e dell’eutanasia, a un pubblico, che probabilmente è ignaro di tutto questo. Il fine vita visto un po’ più da vicino, soprattutto quest’opera vuole essere una voce, una denuncia sul fatto che l’eutanasia non dovrebbe in nessuna misura essere paragonata a una scelta.
Ore 18.00: Come salvare la madre terra
Matteo Nardi
10 idee per salvare il pianeta prima che sparisca il cioccolato (Città Nuova) Quali accorgimenti dovremmo adottare per avere una casa e un ufficio a minimo impatto ambientale? Come si può mangiare in modo sano, gustoso e sostenibile? E ancora, come si può essere un genitore “green”, in grado di operare scelte alternative a pannolini monouso e omogeneizzati? Il prossimo decennio sarà cruciale per il nostro pianeta. Siamo di fronte a una sfida di sostenibilità che richiede un impegno da parte di tutti noi. A partire dalle nostre scelte quotidiane: la mobilità, il riciclo dei rifiuti, i consumi di energia, l’alimentazione, lo svago e lo sport. In ogni momento della nostra giornata contribuire a salvare l’ambiente.
Ore 19.00: Storie di ordinaria discrasia
Enrico Macioci: Sfondate la porta ed entrate nella stanza buia (Terrarossa)
Giuseppe Lupo: Breve storia del mio silenzio (Marsilio)
Storie di bambini che perdono e ritrovano le parole, storie personali che si incrociano con la grande storia, il peso e le illusioni del talento, la necessità di fare i conti con le proprie paure.
Enrico Macioci e Giuseppe Lupo sanno raccontare come pochi altri l’innocenza perduta e qui si svelano, si interrogano, dialogano girando intorno ai misteri dell’Italia, dalla metamorfosi petrolifera della Basilicata alla tragedia di Vermicino.
Ore 21.00: Scacco al giallo
François Morlupi: Nel nero degli abissi: un’indagine per i Cinque di Monteverde (Salani)
Ivano Porpora: Un re non muore (Utet)
In una delle definizioni più celebri riferite agli scacchi, il campione del mondo Garri Kasparov definì il gioco delle sessantaquattro case “lo sport più violento che esista”, mirato alla distruzione mentale dell’avversario. Non è insomma un semplice passatempo. Per Ivano Porpora è un filtro attraverso cui leggere la realtà. Chissà se per i cinque di Monteverde, nati dalla fantasia di François Morlupi, la psicologia che si cela dietro gli scacchi è la stessa di cui avranno bisogno per risolvere il loro nuovo caso. Di certo il commissario Ansaldi e i suoi agenti si ritroveranno ad affrontare le oscurità in cui l’animo umano rischia costantemente di precipitare.
Ore 22.00: La musica del sognatore controcorrente
Peppe Millanta: Vinpeel degli orizzonti (Neo)
Uno spettacolo d’arte varia di Peppe Millanta. Un pugno di case attorno a una locanda. Una comunità sospesa nel tempo.
Una strada da dove non arriva più nessuno e nessuno ricorda più dove porti. Questo è il paese di Dinterbild, il luogo dove si rifugia chiunque abbia paura, lontano dal mondo e da ciò che può fargli male. Tra di loro c’è Vinpeel, l’unico ragazzino di questa bizzarra comunità, che una notte, scrutando l’orizzonte, si convince che al di là di questo mondo esitante ci sia qualcos’altro.

