Belle storie di belle persone, all’insegna degli incontri, dei ritorni, del genio dei luoghi ha preso forma l’undicesima edizione del Festival delle Storie. Per una settimana la Valle di Comino si trasfigura in una terra di approdi, di immaginazione, di eterni ritorni, di movimenti letterari che sanno raccontarsi.

La nascita stessa del Festival ha tutti gli ingredienti di un intreccio romanzesco. Dentro ci sono una proposta, una scommessa, un ritorno, una promessa, come racconta in questa intervista video Vittorio Macioce che, insieme a Rachele Brancatisano, è l’inventore della rassegna.

La storia ha continuato a crescere nel corso degli anni coinvolgendo sempre nuovi autori, sempre nuovi protagonisti, sempre nuovi narratori.

Il tema portante dell’ediziobe 2021 è il mito omerico di Ulisse. Archetipo letterario per eccellenza, generatore di narrazioni. La prima giornata del Festival è stata una Itaca, il ritorno a casa, la fine delle tribolazioni. Una metafora della voglia di ripartenza dopo i lunghi mesi pandemici. Sul palco si sono alternate le voci di viaggiatori e coltivatori di nuove sensibilità, come il poeta contadino Carmine Valentino Mosesso e l’architetto Stefano Cascavilla che hanno raccontato del genio dei luoghi.

Nicola Manuppelli ha raccontato una Roma speciale inseguendo il sogno di Saturnino affiancato dal video market Raffaele Rago. Il Saturnino del titolo è Nino Manfredi e la passeggiata romana sui suoi passi non poteva che sconfinare nelle terre d’origine, la Ciociaria. Nel Sorano ci siamo avventurati grazie alla voce narrante di Antonio Mantova tra le meraviglie del carro di Tespi inseguendo l’intellettuale Antonio Valente.

“Non perderti niente” è stata l’esortazione di un ottimista asintomatico Luca Barbarossa. Il cantautore romano, amato da più generazioni, e conduttore radiofonico con Radio2 social Club, si è raccontato con schiettezza e allegria nel suo primo romanzo autobiografico che è anche una storia di luoghi, di incontri, di città. “Ho vissuto la mia vita con onestà intellettuale, i miei valori sono gli stessi di quando avevo vent’anni”.

La trasformazione dei luoghi, la storia di un crollo e la vita delle persone che ne viene stravolta è stata al centro dell’incontro con Carlo Piano e Danilo Coppe. il crollo è quello del ponte Morandi di Genova.

Ogni Itaca ha necessità di un Mediterraneo ed è stato il tema nell’ultimo incontro della serata con Gianluca Barbera e Francois Morlupi. Una serata felice, di viaggio e di ritorno in una piazza Cavour diventata teatro naturale a San Donato Val di Comino.
L’azione si sposta da questo pomeriggio a Casalvieri per ascoltare il canto delle Sirene. Tra i protagonisti Safiria Leccese, David Duszynski e Makkox.

Luca Barbarossa

Intervento Sindaco Enrico Pittiglio

Vittorio Macioce

Alcune foto della serata