I luoghi si rigenerano anche attraverso le parole, come è avvenuto ieri nella piazza del Municipio di Villa Latina. Una scenografia settecentesca che ha regalato un filo conduttore nuovo al Festival delle Storie seguendo la parola chiave “La tela” presa a prestito dall’universo omerico e che rimanda alla figura di Penelope.
I ritratti al femminile di Cettina Caliò e Stefania Nardini che hanno affondato l’analisi nell’amore che resta e nella condizione della vedova sono stati l’introduzione a una giornata intensa. Una continua commistione di generi che ha fatto spazio al racconto nella sua interezza e complessità. Massimo Di Cataldo, musicista, attore, oggi produttore, è stato tra i protagonisti dell’evento. Le canzoni che lo hanno portato al successo, quelle più significative e un omaggio a Raffaella Carrà sono stati i capitoli di un bellissimo racconto in musica che ha appassionato il pubblico con leggerezza e profondità.
Con il tramonto, ha preso vita un dialogo antico in chiave femminile con la voce di Maria Rosa Valentini, autrice di grande spessore. Originaria di San Biagio Saracinisco, ora vive in Svizzera eppure il legame con la Valle di Comino non si è mai interrotto. “Ho davanti agli occhi, sempre, la natura di questi luoghi”, ha confessato al pubblico rapito dalla sua capacità di raccontare.
Ancora un cambio di registro con le telecronache dal mondo del calcio di Francesco Repice.
La serata si è conclusa con Davide Rondoni. Carismatico, con la voce capace di fare presa sull’attenzione di tutti, il poeta e drammaturgo tra i più apprezzati in Italia si è fatto guida nell’immaginario dantesco.
Al Festival delle Storie, come ha spiegato nella video intervista Rachele Brancatisano presidente dell’associazione Antrasarta, la cosa più importante sono le storie e chi ne diventa narratore

















