Pungente, ironico, sagace. Marco Travaglio ha chiuso la terza giornata del Festival delle Storie raccontando una storia del ‘900 da Indro Montanelli a Giuseppe Conte con il tono che lo contraddistingue e che lo ha reso uno dei giornalisti piu popolari in Italia. Piazza Marconi ad Atina si è animata mi racconti, di inquietudini, di spartiti e di cartoline per la giornata ispirata ad Argo l’amato cane di Ulisse simbolo di fedeltà è di un legame che “va oltre la metamorfosi il passare del tempo”. I diversi registri del racconto sono stati protagonisti di una giornata ricca di suggestioni.

Marco Rossi ha presentato il suo lavoro in stop motion “Passages”. Dal disegno alla musica attraverso le biografie di Antonio Vivaldi e Tommaso Traetta raccontate da Emanuela Fontana e Luigi Tullio. Ancora un incontro in forma di dialogo tra Stefano Redaelli e Luigi Romolo Carrino che hanno dato vita a inquietudini e fragilità umane con una lettura indulgente. Con le luci della sera si è accesa anche la musica di Edoardo Inglese e un guizzo di poesia ha avvolto la piazza.

La fotografia è ancora un altro linguaggio sperimentato al festival con Riccardo Piccirillo e Patrizio Zurru e le loro cartoline dal bagnasciuga.

Marco Travaglio

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