La 42esima edizione del Festival del Folklore è una festa di affetto e di speranza nel ricordo di Luciano Sarda, ideatore, regista e creatore della rassegna. Una creatura longeva che i suoi figli Valentina e Salvatore, per il gruppo folk ciociaro Valle di Comino, insieme a Roberto Pesce dell’associazione Ciociaria hanno voluto portare avanti malgrado la commozione per la recente scomparsa del cavaliere Sarda.
La macchina organizzativa si è messa in moto in maniera impeccabile garantendo il rispetto delle misure di sicurezza e la buona riuscita dell’evento. La prima serata è stata contrassegnata dalle sonorità dell’organetto con l’esibizione di 13 musicisti di età compresa tra i 9 e i 30 anni. Poi c’è stato un omaggio degli zampognari alla tradizione etnomusicale recuperata da Sarda e gran finale con l’esibizione del coro gospel The Voices.
Una piazza in festa nella serata di fine luglio atinate. Alla conduzione della serata Tonino Bernardelli. Tanti i momenti di emozione tra cui la proiezione di un video curato da Valentina e Salvatore Sarda in omaggio al padre. “Ci abbiamo pensato tanto – hanno spiegato a una sola voce i due ragazzi – ma abbiamo fatto nostre le parole di nostro padre e deciso di portare avanti il progetto a cui ha dedicato tutta la sua vita. Una dedizione e un affetto per le proprie radici perché senza comprendere e conoscere il proprio passato non è possibile costruire un futuro”.
Stasera il momento clou della kermesse con l’esibizione dei gruppi folk. In questa edizione segnata dalle normative Covid i partecipanti arriveranno dal Lazio e dalle regioni limitrofe ma sarà comunque una festa che si terrà in piazza Volsci ad Atina. “Abbiamo rispettato la tradizione della manifestazione così come l’aveva concepita nostro padre – spiegano ancora Valentina e Salvatore Sarda insieme a Roberto Pesce – e quindi la serata conclusiva coincide con la prima domenica di agosto”.
Appuntamento alle 21 in piazza Volsci ad Atina. “Per il folklore non esistono frontiere e non si sentono difficoltà di lingua, un ballo, un canto, una musica, sono le lingue migliori”, con queste parole di Luciano Sarda si ritrovano le ragioni più profonde del festival internazionale del Folklore di Atina.













