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SUMMARY:Festival delle Storie 2022 – San Donato Val di Comino
DESCRIPTION:Ore 18.00: La rivoluzione al femminile\nAngelica Grivèl Serra: L’estate della mia rivoluzione (Mondadori)\nCarola Carulli: Tutto il bene, tutto il male (Salani)\nCome stanno cambiando le donne, di ogni età, nel rapporto con sé stesse e con gli altri? Qui si racconta tutto il bene e tutto il male che ci possono dare e fare le famiglie, soprattutto quelle che non ci scegliamo ma che ci capitano e che possiamo poi capire e perdonare per non permettere a nessuno di toglierci la libertà di essere quello che vogliamo e vivere la vita. E poi si racconta l’estate rivoluzionaria di una ragazza che si guarda allo specchio e non si riconosce più. Il corpo adolescente che muta e viene ripudiato, la necessità di fare i conti con la metamorfosi e superarla.\n\nOre 19.00: Il futuro secondo Nathan Never\nBepi Vigna: La ballata di Hugo (Lo Scarabeo)\nMarco Gisotti\nNathan Never, eroe a fumetti di un futuro non molto lontano, devastato dalle terribili catastrofi del 2024, fa un viaggio nel suo passato per cambiare il destino della Terra. Parte del genere umano si è trasferito su stazioni orbitanti in grado di produrre quanto serve anche alla Terra, e che per questo reclamano un’indipendenza che la Terra non vuole concedere. L’idea è costruire un nuovo futuro, un futuro migliore, dove l’umanità non ha disperso e rovinato tutto ciò che aveva. A raccontare tutto questo è il padre di Nathan Never e un professionista della green economy, autore e conduttore radiofonico.\n\nOre 21.00: Catturare l’attimo. Come l’arte racconta il tempo\nDemetrio Paparoni: Arte e poststoria. Conversazioni sulla fine dell’estetica e altro (Neri Pozza)\nSul finire del XIX secolo gli artisti hanno sentito la necessità di rappresentare il passare del tempo. Questa tendenza ha progressivamente abbandonato l’idea della rappresentazione,\npreferendovi espressioni formali e concettuali capaci di “presentare” o “registrare” il tempo con approcci ora poetici, ora scientifici. L’excursus di Demetrio Paparoni, critico e\nsaggista noto per le sue analisi sui fenomeni artistici contemporanei, muove dai “Covoni di Grano” di Monet e si spinge fino ai nostri giorni, passando per l’esperienza di artisti come Andy Warhol, Bidlo, On Kawara, Hiroshi Sugimoto, Félix Gonzáles-Torres, Cindy Sherman, Sherrie Levine e altri ancora.\n\nOre 22.00: Le storie di zio rock\nOmar Pedrini: La locanda dello zio rock (Senza Vento)\nFranco Dassisti\nLo storico leader e fondatore dei Timoria racconta, con Franco Dassisti, tutto quello che la musica gli ha regalato: incontri, canzoni,\noccasioni e luoghi che hanno messo in discussione la sua vita, salvandola, tra rivoluzioni, precipizi e svolte. Dal padre che lo chiama Omar in omaggio a Sivori al tifo per il Brescia, di cui ha scritto l’inno, dalla provincia al confronto con le metropoli internazionali. Un viaggio scandito, con voce e chitarra, dalle sue canzoni.\n\nOre 23.00: Il gioco chiuso e il gioco infinito\nDaniele Zambelli\nCi sono almeno due tipi di giochi. Uno potrebbe essere chiamato finito, l’altro infinito. Un gioco finito si gioca per vincerlo, un gioco infinito per continuare il gioco. È da qui che Daniele Zambelli, intellettuale creativo e fuori dagli schemi, parte per farci passeggiare nella vita come gioco, raccontando le ossessioni degli umani: potere, amori, denaro, rappresentazioni della realtà e dell’immaginario. Le riflessioni dell’uomo che ha disegnato una indimenticabile mostra su Ernesto Guevara e che ora sta immaginando il museo del Palio di Siena.\n
X-ALT-DESC;FMTTYPE=text/html:<h3>Ore 18.00: La rivoluzione al femminile</h3>
<p><strong>Angelica Grivèl Serra</strong>: L’estate della mia rivoluzione (Mondadori)<br />
<strong>Carola Carulli</strong>: Tutto il bene, tutto il male (Salani)</p>
<p>Come stanno cambiando le donne, di ogni età, nel rapporto con sé stesse e con gli altri? Qui si racconta tutto il bene e tutto il male che ci possono dare e fare le famiglie, soprattutto quelle che non ci scegliamo ma che ci capitano e che possiamo poi capire e perdonare per non permettere a nessuno di toglierci la libertà di essere quello che vogliamo e vivere la vita. E poi si racconta l’estate rivoluzionaria di una ragazza che si guarda allo specchio e non si riconosce più. Il corpo adolescente che muta e viene ripudiato, la necessità di fare i conti con la metamorfosi e superarla.</p>
<hr />
<h3>Ore 19.00: Il futuro secondo Nathan Never</h3>
<p><strong>Bepi Vigna</strong>: La ballata di Hugo (Lo Scarabeo)<br />
<strong>Marco Gisotti</strong></p>
<p>Nathan Never, eroe a fumetti di un futuro non molto lontano, devastato dalle terribili catastrofi del 2024, fa un viaggio nel suo passato per cambiare il destino della Terra. Parte del genere umano si è trasferito su stazioni orbitanti in grado di produrre quanto serve anche alla Terra, e che per questo reclamano un’indipendenza che la Terra non vuole concedere. L’idea è costruire un nuovo futuro, un futuro migliore, dove l’umanità non ha disperso e rovinato tutto ciò che aveva. A raccontare tutto questo è il padre di Nathan Never e un professionista della green economy, autore e conduttore radiofonico.</p>
<hr />
<h3>Ore 21.00: Catturare l’attimo. Come l’arte racconta il tempo</h3>
<p><strong>Demetrio Paparoni</strong>: Arte e poststoria. Conversazioni sulla fine dell’estetica e altro (Neri Pozza)</p>
<p>Sul finire del XIX secolo gli artisti hanno sentito la necessità di rappresentare il passare del tempo. Questa tendenza ha progressivamente abbandonato l’idea della rappresentazione,<br />
preferendovi espressioni formali e concettuali capaci di “presentare” o “registrare” il tempo con approcci ora poetici, ora scientifici. L’excursus di Demetrio Paparoni, critico e<br />
saggista noto per le sue analisi sui fenomeni artistici contemporanei, muove dai “Covoni di Grano” di Monet e si spinge fino ai nostri giorni, passando per l’esperienza di artisti come Andy Warhol, Bidlo, On Kawara, Hiroshi Sugimoto, Félix Gonzáles-Torres, Cindy Sherman, Sherrie Levine e altri ancora.</p>
<hr />
<h3>Ore 22.00: Le storie di zio rock</h3>
<p><strong>Omar Pedrini</strong>: La locanda dello zio rock (Senza Vento)<br />
<strong>Franco Dassisti</strong></p>
<p>Lo storico leader e fondatore dei Timoria racconta, con Franco Dassisti, tutto quello che la musica gli ha regalato: incontri, canzoni,<br />
occasioni e luoghi che hanno messo in discussione la sua vita, salvandola, tra rivoluzioni, precipizi e svolte. Dal padre che lo chiama Omar in omaggio a Sivori al tifo per il Brescia, di cui ha scritto l’inno, dalla provincia al confronto con le metropoli internazionali. Un viaggio scandito, con voce e chitarra, dalle sue canzoni.</p>
<hr />
<h3>Ore 23.00: Il gioco chiuso e il gioco infinito</h3>
<p><strong>Daniele Zambelli</strong></p>
<p>Ci sono almeno due tipi di giochi. Uno potrebbe essere chiamato finito, l’altro infinito. Un gioco finito si gioca per vincerlo, un gioco infinito per continuare il gioco. È da qui che Daniele Zambelli, intellettuale creativo e fuori dagli schemi, parte per farci passeggiare nella vita come gioco, raccontando le ossessioni degli umani: potere, amori, denaro, rappresentazioni della realtà e dell’immaginario. Le riflessioni dell’uomo che ha disegnato una indimenticabile mostra su Ernesto Guevara e che ora sta immaginando il museo del Palio di Siena.</p>

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